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mercoledì 10 settembre 2014

Como fare il vatapà

Il Vatapá, crema di cernia e gamberoni per lasciare Salvador
Ultima partita del mondiale a Salvador de Bahia e ultima ricetta di Pangea dal nordest del Brasile: dalle pagine di Jorge Amado, un balsamo contro la solitudine e la nostalgia, prodotto dell’incontro tra i costumi locali e le culture africane sbarcate in catene. 
Salvador de Bahia, primi anni ’60: Dona Flor sbarca il lunario improvvisandosi maestra di cucina, dividendosi tra i fornelli e il marito Teodoro, pacato farmacista e uomo di fede, innamorato e premuroso ma assai modesto nell’arte amatoria. Per quanto provi a nasconderlo, Dona Flor rimpiange gli amplessi felici avuti con il suo primo marito, Vadinho, incorreggibile giocatore d’azzardo con la passione per l’alcol e le donne, morto anni prima durante il carnevale della città. Il suo fantasma, nudo e bellissimo, le appare in sogno tutte le notti provocandola come un tempo.    
O filme Dona Flor e seus dois maridos

venerdì 18 luglio 2014

Il ritmo di Salvador de Bahia




http://www.iodonna.it

La capitale della terra della samba, dell'axè e della capoeira, nata dall’incontro tra la cultura afro e la colonizzazione europea. Ricca di spiagge spettacolari

di Andrea Torrente - 20 giugno 2014
La Bahia è la terra del ritmo: dal samba all’axé, passando per la capoeira, la danza è diventata il simbolo della libertà e della lotta all’oppressione. E Salvador, nata dall’incontro tra la cultura afro e la colonizzazione europea, è la capitale di uno degli Stati più spettacolari del Brasile. Le bellezze naturali da queste parti sono mozzafiato. Lungo la costa, si susseguono centinaia di spiagge, una più bella dell’altra. 



SOLE, MARE E PALME 
La Costa dos Coqueiros, a nord di Salvador, è una regione quasi deserta e famosa per le splendide spiagge. La più celebre è Praia do Forte, a 50 km dal centro, che tra luglio e novembre offre anche uno spettacolo emozionante: questo angolo di mare infatti viene scelto dalle “balene acrobate” per riprodursi. Non è raro dunque vederle saltare fuori dall’acqua. Ma per immortalare il momento, bisogna essere svelti con la macchina fotografica. Da non perdere sono anche le dune di sabbia a Mangue Seco, sempre sul litorale nord. Vi si arriva in auto percorrendo l’autostrada BA-099 oppure in autobus partendo da Salvador. A sud della città invece sono almeno due le spiagge che valgono la pena di essere visitate: Morro de São Paulo e l’isola di Boipeba. Anche in questo caso, le escursioni partono dal centro di Salvador. 

STORIA E CULTURA
Una volta a Salvador, una delle attrazioni imperdibili è senza dubbio il centro storico che per la sua bellezza e importanza architettonica è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO. 

L'Igreja e Convento São Francisco è una delle chiese più belle del Brasile ed è una tappa obbligatoria. Per arrivare alla parte alta della città, prendete il celebre Elevador Lacerda,un ascensore in stile déco alto 72 metri e costruito nel 1873. La parte vecchia comprende i quartieri Pelourinho, Pilar e Sé ed è ricca di monumenti storici dell’epoca coloniale. Girovagate perdendovi tra i colori e i profumi di Salvador e preparatevi all’assalto di guide e venditori ambulanti. Se cercate souvenir e artigianato locale, siete nel posto giusto. 



MOVIDARio Vermelho è il quartiere della movida. Al Largo de Santana, provate il celebre acarajé, una piccante specialità baiana fatta di pasta di fagioli e gamberi: uno dei migliori della città è quello della Casa Da Dinha (Rua João Gomes 25) un successo tra i turisti e gli artisti locali. Se cercate ristoranti alla mano, bar e discoteche qui siete nel posto giusto. C’è perfino un mercatino che funziona 24 ore. 

Al Boteco da França lo escondidinho – un piatto a base di carne secca e purè – è la specialità della casa. 

Al Pelourinho, a 5 km da Rio Vermelho, la vita notturna si concentra sulla Rua de Santo Antônio Além do Carmo. Conviene andarci al tramonto per godere di una vista mozzafiato sulla baia di Salvador e poi fermarsi per fare serata. Se avete voglia di scatenarvi in discoteca, il locale più “in” del momento è il Club Ego (facebook.com/pinkelephantsalvadorlistas) che si trova all’interno dell’Hotel Pestana. 



COMIDA
A Salvador, la comida de rua, ovvero lo street food, è un’attrazione a sè. Fermatevi nelle bancarelle agli angoli delle strade e provate il meglio della culinaria baiana. Tra i ristoranti, il Donana è un must per chi vuole assaggiare la vera gastronomia locale. Il piatto forte della gastronomia locale è la moqueca, una saporita zuppa di pesce preparata con l’olio di palma.

 L’Amado invece è perfetto per una serata romantica con lo sguardo rivolto sulla baia di Todos os Santos. È uno tra i ristoranti più premiati della città e la cucina è brasiliana contemporanea. 



mercoledì 26 febbraio 2014

Guida alle città Brasiliane

citta brasiliane
Il Brasile, oltre le conosciutissime metropoli Rio de Janeiro e San Paolo e la capitale modernista Brasilia,ha moltissime città interessanti. Alcune sono un mix antico e moderno un po' surreale (dal punto di vista di un europeo) ma di assoluto fascino: grattacieli, ville da sogno, spiagge tra le più conosciute al mondo, edifici coloniali di mille colori ma anche favelas e zone prive di ogni tipo di dotazione minima per la vivibilità (fogne, acqua corrente, gas). Un viaggio attraverso i diversi scenari brasiliani è sicuramente molto stimolante per turisti da tutto il mondo che vogliono scoprire una varietà di culture e paesaggi molto ampia. Oltre alle città sopra citate, sono degne di nota: 

Belém, pricipale accesso all'Amazzonia e famosa per le sue feste religione e per i mercatini tradizionali; 
Fortaleza, con suo clima tropicale, un'ottima base per esplorare il nord est; Olinda, una piccola città coloniale di fianco alla metropoli di Recife, il cui carnevale non è da meno di quello di Rio, seppur con tradizioni molto diverse come musica, costumi, sfilate; 
Salvador, la prima capitale del Brasile, un miscuglio di cultura europea, africana e india. Anche qua il carnevale è veramente degno di nota: secondo come popolarità nel mondo solo a quello di Rio, risente maggiormente degli influssi religiosi provenienti dalla popolazione di origine africana, che nello stato di Bahia costituisce la larga maggioranza degli abitanti.

Storia Brasile dal 1800 al 1960

storia brasile2
Il Brasile rimase sotto il controllo coloniale del Portogallo fino a quando l’imperatore Pedro I non salì al trono, nel 1822: le rivolte del popolo brasiliano si perpetuarono fino all’aprile del 1831, allorchè Pedro I abdicò forzatamente per cedere lo scettro a suo figlio Pedro II, un bambino di soli 5 anni. Pedro II divenne un uomo preparato e dalla grande perizia politica: favorì un periodo di intensa espansione economica, migliorando le infrastrutture ed istituendone delle nuove; l’aristocrazia terriera beneficiò particolarmente delle politiche imperiali, inaugurando nel 1860 la prolifera coltivazione intensiva delle piante di caffè. Pedro II fu anche promotore dei flussi migratori dall’Europa al Brasile.
Sebbene i principi che reggevano le riforme di Pedro II fossero visibilmente orientate al liberismo, i modi per renderli effettivi erano tutt’altro che pacifici e democratici. La frangia conservatrice del Paese riuscì ad allearsi con l’esercito per organizzare un colpo di stato: nel 1889 il dispotismo di Pedro II si concluse a favore della fondazione della repubblica. A favorire il rovesciamento del regime imperiale vi era inoltre la situazione storico politica del Paese, giacchè sia l’imperatore che le classi ai vertici dell’amministrazione reale avevano già avvertito lo smorzamento delle spinte monarchiche, dovuto anche alle correnti razionaliste diffuse in quel periodo. Il nuovo Brasile somigliava molto agli Stati Uniti per quanto riguardava l’impianto istituzionale, la matrice laica e l’elaborazione della costituzione.

La neonata repubblica non si scoraggiò davanti alle pressioni dell’esercito e della flotta, respingendo tutti gli attacchi; dal 1894, data di elezione del presidente Barros, fino al 1930 si avvicendarono nella più totale legittimità dodici diversi presidenti, che condussero il Paese verso una fiorente condizione economica, favorita dalla ingente esportazione di caffè e dall’arrivo crescente di immigrati provenienti per lo più dall’Italia, dal Portogallo e dalla Spagna.Già nel 1914 il Brasile si era imposto come lo Stato più importante di tutta l’America Latina, ma le cose cambiarono velocemente: la crisi economica del decennio successivo causò la contrazione dei mercati europei, che si chiusero al commercio estero; inoltre, il crollo vertiginoso del caucciù e del caffè e la profonda crisi del ’29 misero in ginocchio il Paese e i suoi organi di governo. Getúlio Vargas, il leader del partito liberale, istituì un governo transitorio di stampo dispotico che durò fino al colpo di stato militare del 1945; l’anno dopo, fu redatta una nuova costituzione dal sapore democratico e federalista. 

Storia del Brasile dal 1960 ad oggi

Storia brasile


Il Congresso federale del Brasile, nell’ottobre 1966, dichiarò il maresciallo Da Costa Silva nuovo presidente eletto. La presidenza della repubblica è tornata in mano ad esponenti civili solo nel 1985,  anche se la rinnovata democrazia non mosse i primi passi molto felicemente dato che il presidente appena eletto morì improvvisamente; lo sostituì quindi José Sarney, l’allora vicepresidente. Sarney riuscì a far approvare dal Congresso un emendamento sulla costituzione per permettere l’elezione del presidente della repubblica usando il principio del suffragio universale.
Il nuovo governo formatosi ebbe come priorità quello di ristabilire l’equilibrio a livello sociale ed economico: tra le prime delibere spicca la riforma agraria, varata nell’autunno del 1985, che prevedeva in quattro anni la ridistribuzione alla popolazione di oltre 43 milioni di ettari di terreno di proprietà statale o di civili disinteressati; l’obiettivo era quello di costituire una frangia numerosa di piccoli imprenditori terrieri. Nonostante l’impegno profuso, però, il piano incontrò il fermo no del ceto latifondista, che difese le proprie idee anche con la forza.
Dopo lunghi periodi di buio e profonda inflazione, il Brasile è riuscito ad avviare il cosiddetto piano real, che ha generato un’importante stabilità sul profilo monetario ed economico, aiutando decisamente il Paese a rialzarsi dalla crisi.

Il Brasile, grazie al nuovo assetto politico, visse i decenni '60 e '70 sull’onda di una grande ripresa economica: i presidenti che portarono il Paese a questo stato di grazia furono J. Café Filho, J. Kubitschek e J. Quadros e J. Goulart; quest’ultimo, nel 1961, fu spodestato da un golpe ad operta del generale Castelo Branco.

Il Brasile si affaccia al nuovo millennio colmo di speranze e ottime prospettive, ma anche martoriato da problematiche eterogenee e squilibri sociali. Nel 2003, il popolo acclama a gran voce l’elezione del presidente in carica Lula, segnando l’inizio di un nuovo periodo per la nazione, ossia il termine delle discriminazioni sociali.
Proprio la figura del presidente Lula è il simbolo di questa nuova rinascita, che include prevalentemente la fine del regime di segregazionismo sociale che durava ormai da secoli. E’ importante notare come uno di popoli più multirazziali del pianeta subisse una forma diapartheid non razziale, ma opprimente sulle diverse classi sociali che compongono il Paese: miseria, povertà, fame, delinquenza, emarginazione, discriminazione. La speranza del Brasile è quella di concretizzare le sue potenzialità affermandosi come una delle massime potenze mondiali, e contemporanemente sollevare gli standard di vita della popolazione.

Guida alle città Brasiliane



Il Brasile, oltre le conosciutissime metropoli Rio de Janeiro e San Paolo e la capitale modernista Brasilia,ha moltissime città interessanti. Alcune sono un mix antico e moderno un po' surreale (dal punto di vista di un europeo) ma di assoluto fascino: grattacieli, ville da sogno, spiagge tra le più conosciute al mondo, edifici coloniali di mille colori ma anche favelas e zone prive di ogni tipo di dotazione minima per la vivibilità (fogne, acqua corrente, gas). Un viaggio attraverso i diversi scenari brasiliani è sicuramente molto stimolante per turisti da tutto il mondo che vogliono scoprire una varietà di culture e paesaggi molto ampia. Oltre alle città sopra citate, sono degne di nota: Belém,pricipale accesso all'Amazzonia e famosa per le sue feste religione e per i mercatini tradizionali; Fortaleza, con suo clima tropicale, un'ottima base per esplorare il nord est;Olinda, una piccola città coloniale di fianco alla metropoli di Recife, il cui carnevale non è da meno di quello di Rio, seppur con tradizioni molto diverse come musica, costumi, sfilate;Salvador, la prima capitale del Brasile, un miscuglio di cultura europea, africana e india. Anche qua il carnevale è veramente degno di nota: secondo come popolarità nel mondo solo a quello di Rio, risente maggiormente degli influssi religiosi provenienti dalla popolazione di origine africana, che nello stato di Bahia costituisce la larga maggioranza degli abitanti.

Storia Brasile dal 1800 al 1960

storia brasile2
Il Brasile rimase sotto il controllo coloniale del Portogallo fino a quando l’imperatore Pedro I non salì al trono, nel 1822: le rivolte del popolo brasiliano si perpetuarono fino all’aprile del 1831, allorchè Pedro I abdicò forzatamente per cedere lo scettro a suo figlio Pedro II, un bambino di soli 5 anni. Pedro II divenne un uomo preparato e dalla grande perizia politica: favorì un periodo di intensa espansione economica, migliorando le infrastrutture ed istituendone delle nuove; l’aristocrazia terriera beneficiò particolarmente delle politiche imperiali, inaugurando nel 1860 la prolifera coltivazione intensiva delle piante di caffè. Pedro II fu anche promotore dei flussi migratori dall’Europa al Brasile.
Sebbene i principi che reggevano le riforme di Pedro II fossero visibilmente orientate al liberismo, i modi per renderli effettivi erano tutt’altro che pacifici e democratici. La frangia conservatrice del Paese riuscì ad allearsi con l’esercito per organizzare un colpo di stato: nel 1889 il dispotismo di Pedro II si concluse a favore della fondazione della repubblica. A favorire il rovesciamento del regime imperiale vi era inoltre la situazione storico politica del Paese, giacchè sia l’imperatore che le classi ai vertici dell’amministrazione reale avevano già avvertito lo smorzamento delle spinte monarchiche, dovuto anche alle correnti razionaliste diffuse in quel periodo. Il nuovo Brasile somigliava molto agli Stati Uniti per quanto riguardava l’impianto istituzionale, la matrice laica e l’elaborazione della costituzione.
La neonata repubblica non si scoraggiò davanti alle pressioni dell’esercito e della flotta, respingendo tutti gli attacchi; dal 1894, data di elezione del presidente Barros, fino al 1930 si avvicendarono nella più totale legittimità dodici diversi presidenti, che condussero il Paese verso una fiorente condizione economica, favorita dalla ingente esportazione di caffè e dall’arrivo crescente di immigrati provenienti per lo più dall’Italia, dal Portogallo e dalla Spagna.Già nel 1914 il Brasile si era imposto come lo Stato più importante di tutta l’America Latina, ma le cose cambiarono velocemente: la crisi economica del decennio successivo causò la contrazione dei mercati europei, che si chiusero al commercio estero; inoltre, il crollo vertiginoso del caucciù e del caffè e la profonda crisi del ’29 misero in ginocchio il Paese e i suoi organi di governo. Getúlio Vargas, il leader del partito liberale, istituì un governo transitorio di stampo dispotico che durò fino al colpo di stato militare del 1945; l’anno dopo, fu redatta una nuova costituzione dal sapore democratico e federalista. 

Leggende e folklore brasiliano

I culti e le credenze sono un enorme patrimonio culturale nascosto che viene tramandato dai discendenti degli schiavi. Queste pratiche oscure esprimono un’identità culturale che da sempre è in pericolo.
La cultura popolare brasiliana è caratterizzata da un continuo intrecciarsi di pratiche rituali con credenze a sfondo religioso. Questa relazione tra diversi mondi culturali e religiosi è ben rappresentata dal significato simbolico che i discendenti degli schiavi africani danno ad una leggenda ben nota. Questa narra che se un afro-brasiliano muore in Brasile, il suo spirito ritorna in Africa, da sempre considerata come il luogo dove sorge il paradiso. Per conoscere la cultura del popolo brasiliano, non si può fare a meno di studiare ed analizzare i vari rituali di espressione di magia nera e bianca, noti come candomblèquimbanda,umbanda, le cui radici affondano direttamente dal panteismo naturale africano. La dimensione religiosa in cui l’uomo si trova passa attraverso l’adorazione di tutte le forze naturali, arrivando a percepire il suo "io" come parte integrante dell’intero universo. Attraverso una forza mentale sviluppata e praticando questi rituali magici, si affina maggiormente questa percezione.

Rituali afro-brasiliani
La misticità dell’Africa svela i lati più oscuri delle forze cosmiche, rappresentando in modo simbolico i contenuti sacri, attraverso un linguaggio usato dagli iniziati che va oltre il naturalismo e l’ecologia, arrivando ad esprimere il misticismo tramite la musica, le danze, i colori e raggiungendo il suo massimo nella poesia tradizionale del Nordeste.
Questi rituali afro-brasiliani, oltre ad avere parecchie affinità con i riti cristiani, hanno attinto a piene mani dal folklore brasiliano, dalle leggende portoghesi e dalla mitologia degli indios. In questo universo mitologico afro-brasiliano c’è un incontro e un miscuglio di diversi fattori: sogno, fantasia e realtà, ma anche  i culti pagani e la grande devozione alle feste cattoliche e l'idea di risollevarsi da una condizione sociale degradata e aspirare ad una liberazione di tutti gli oppressi.
L’osservanza di queste pratiche magiche africane è stata però percepita come atto sovversivo dei discendenti degli schiavi, e di conseguenza venne vietata dalla polizia. Questa “contro-cultura”, creata prima dagli schiavi e in seguito adottata largamente dalle classi più povere, si oppone alla cultura delle classi più agiate. 
Nel mondo dei rituali afro-brasiliani il concetto di “diversità” ha un valore completamente differente rispetto alla cultura dominante. Essere diversi significa per loro essere a conoscenza di qualcosa che per gli altri è incomprensibile. Ecco perché se si viene a sapere che uno dei membri della comunità possiede poteri speciali o paranormali, questo non verrà etichettato come “strano”, ma verrà aiutato a svilupparli in modo successivamente da avere da lui risposte sulle questioni più misteriose e sugli interrogativi esistenziali personali o collettivi.

Origini
L’intreccio di questi riti e credenze è la conseguenza di numerose tradizioni tribali africane: sudanese, islamica e bantu. Quando la schiavitù finì, si generò una disgregazione di quel gruppo indigeno originario, che contribuì a disperdere l’originaria memoria collettiva “negra”. Uno degli esempi più evidenti è la macumba, una pratica che è diventata quasi una setta, e così facendo la cultura “negra” è stata ulteriormente emarginata.
Un esempio di assimilazione progressiva si è avuto invece con la cultura umbanda: i culti originari sono stati trasformati dagli intellettuali umbandisti in un nuovo tipo di religione. Questa nuova religione brasiliana, fondata da bianchi o mulatti di “anima bianca”, aveva dentro di sé il sangue “negro” di quegli schiavi che sono diventati proletari.
Un altro esempio di trasformazione di un culto africano originale è quello dello scambio avvenuto tra lo spiritismo e la cultura tradizionale bantu da cui sorsero le pratiche del candomblè e della cabula. Alan Kardec fondò questo movimento spiritista in Europa per poi portarlo, nel 1853, in Brasile. Nel 1865, in El Salvador, divenne una religione vera e propria, espandendosi poi in America del Sud: fu così che Rio de Janeiro arrivò ad essere uno deicentri dello spiritismo più importante al mondo, soprattutto per i suoi fini terapeutici. La cabula, ad esempio, è paragonabile alla classica seduta spiritica col “tavolino”. Chi vuol parteciparvi si ritrova di nascosto sotto ad un albero, in un bosco, dove viene allestito un altare. Qui si evoca uno spirito chiamato “tata”  (che nel candomblè viene chiamato "Pai Joaquim", ossia Padre Joaquim) attorno ad un tavolo. Lo spirito si presenta ai partecipanti incarnandosi in uno di loro e dispensando consigli su necessità spirituali e materiali. Il capo di questa seduta si chiama embanda ed il suo assistente si chiama cambone. Questa riunione prende il nome di engira.

Importanza della foresta pluviale in Brasile

foresta pluviale brasile

Fare una stima oggettiva delle emissioni di gas serra è alquanto azzardato, in quanto, tra tutte le misurazioni effettuate, non ne esistono due che abbiano dato risultati concordanti. È stato comunque possibile calcolare che, in linea generale, il Brasile è responsabile di circa il 3% delle emissioni complessive di gas serra, contro valori del 20-25% attribuibili singolarmente alla Cina ed agli Stati Uniti, e valori del 15% dell’Unione Europea. In Brasile quasi i tre quarti delle emissioni di gas serra sono diretta conseguenza della deforestazione (solo in Indonesia si distruggono più foreste che), mentre a livello mondiale questo fenomeno contribuisce appena ad un quarto delle emissioni globali di gas. Sarebbe sufficiente dimezzare la deforestazione in Brasile per ridurre le emissioni complessive dell’1-2%: una percentuale che, seppur piccola, rappresenterebbe un enorme passo in avanti nella lotta contro il riscaldamento globale del pianeta.

In termini semplificati, la teoria dell’effetto serra afferma che le radiazioni solari che raggiungono la superficie terrestre vengono in parte riflesse ed in parte assorbite e convertite in calore. Il calore così prodotto, a sua volta, viene in parte riemesso sotto forma di radiazioni infrarosse, la cui completa dispersione nello spazio è impedita da determinati gas presenti nell’atmosfera (soprattutto anidride carbonica, CO2, e metano, CH4). Questi gas, infatti, riflettono le radiazioni infrarosse, facendole ricadere nuovamente sulla superficie terrestre e contribuendo in questo modo al suo ulteriore riscaldamento. Ne consegue che quantomaggiore è la quantità di gas serra (anidride carbonica e metano) presente nell’atmosfera, tanto più elevata sarà la temperatura raggiunta dalla superficie terrestre.
Di giorno le piante sintetizzano zuccheri attraverso la fotosintesi clorofilliana, processo che richiede l’assorbimento di un’adeguata quantità di anidride carbonica dall’ambiente e la liberazione di una corrispondente quantità di ossigeno. Di notte si verifica il processo opposto: le piante degradano gli zuccheri sintetizzati, assumendo ossigeno dall’ambiente e rilasciando anidride carbonica. In una foresta matura i fenomeni di assorbimento e di rilascio dei due gas sono perfettamente bilanciati. Al contrario le piante giovani, che necessitano di una maggiore quantità di carbonio utile alla loro crescita, assorbono più anidride carbonica di quanta ne rilascino, mentre le piante arse o morte rilasciano carbonio senza assorbirne alcunché. È per questo motivo che la combustione o la distruzione delle aree densamente alberate determina un notevole aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera e un corrispondente notevole innalzamento della temperatura della superficie terrestre.

Salvador de Bahia

salvador de bahia
Salvador de Bahia, capitale dello Stato di Bahia con oltre 2 milioni di abitanti, è rinomata per essere lacittà dalle 365 chiese, una per ogni giorno dell’anno. Questo dato ha però soltanto un valore aneddotico, non essendo né certo né verificabile. Gli amanti della precisione affermano che Salvador conta 76 chiese cattoliche, ma questo numero è notevolmente superiore se si contano anche tutte quelle andate distrutte nel corso del tempo. Due chiese si contendono il primato dell’antichità: la Chiesa della Graça, che venne però ricostruita nel 1770, e laChiesa della Vitória, edificata nel XVI secolo, ma sottoposta per due volte ad opere di restauro. La più rinomata è la Chiesa di San Francesco, annessa all’omonimo convento.
Lo spirito religioso che anima la città non si manifesta solo nell’arte, ma anche nella varietà di ex-voto e nella celebrazione delle cerimonie, spesso improntate ad una mescolanza di riti cattolici ed africani. In realtà, per oltre 400 anni, il cattolicesimo si è imposto sulle religioni africane, assumendo il ruolo di strumento di controllo sociale a giustificazione delle persecuzioni schiaviste. Ed è proprio da questo incontro tra religioni diverse che è originato l’attuale inestricabile sincretismo tra cristianesimo, occultismo, culti africani(quali la macumba, il candomblé e l’umbanda) ereligioni indie. A Salvador i riti pagani vengono celebrati nei terreiros (i templi delle divinità afro-brasiliane), che nella città ammontano a circa 10.000 unità.
salvador bahia panorama
A partire dal 1549, anno della sua fondazione da parte dei Portoghesi, Salvador (o Bahia, il nome comunemente attribuitole a causa della sua posizione a ridosso della Baia de Todos os Santos) è stata meta di flussi di schiavi neri e di avventurieri di provenienza europea, tra cui soprattutto italiani, francesi e tedeschi. Dopo essere stata oggetto di un’accanita e lacerante contesa tra Spagnoli e Olandesi, nel settecento la città visse un’autentica rinascita diventando la capitale del Brasile. 
Pur avendo ceduto in seguito il titolo a Rio de Janeiro, Salvador ha saputo mantenere la sua fama di città magica, attorno alla quale si sono affannati una moltitudine di studiosi di etnologia e di folklore. Perché il mistero di Salvador è allo stesso tempo trasparente e impenetrabile. Da sempre l’anima della città è la sua gente: questo è un dato di fatto che lo scrittore Jorge Amado, uno dei suoi più rinomati cantori, non dimentica mai di riportare nei suoi romanzi, quali Dona Flor,Gabriella garofano e cannella, Due storie del porto di Bahia, tutti ambientati a Salvador. Nelle sue opere, inoltre, Amado non tralascia di rilevare che oggi la sua Salvador è in gran parte oppressa da “magri e brutti” grattacieli, che ne hanno annullato l’originaria tradizionale divisione in “città alta” e “città bassa”.
 Il cuore della vita di Bahia si trova nella zona più antica della città, il quartiere del Pelourinho. Pelourinho letteralmente significa "piccola colonna": quella piccola colonna alla quale un tempo gli schiavi ribelli venivano legati per essere frustati, davanti allo sguardo delle giovani figlie dei grandi proprietari di piantagioni di canna da zucchero. La piazza del Patibolo (largo do Pelourinho) è lastricata da pietre nere, ravvivate da riflessi color rosso sangue nelle giornate più intensamente soleggiate: un’immagine dove, ancora una volta, convivono leggenda e realtà. Sulle strade del quartiere, punto di ritrovo per tutti gli abitanti di Salvador, si affacciano numerosissime chiese, tra cui la Chiesa del Rosario dei Neri(Rosário dos Pretos) e la Chiesa del Paço.
E come non visitare la rampa del mercato? Situata di fronte all'ex Mercado Modelo, centro nevralgico del commercio cittadino, la rampa del mercato è punto di approdo di pescherecci dalle vele variopinte e di navi cariche di frutta tropicale. Vani sono stati i tentativi da parte dell’amministrazione cittadina di abolire il mercato, che ancora oggi continua a brulicare di gente e di bancarelle. Ugualmente brulicante è la rua Chile, una corta passerella fiancheggiata da elegantissimi negozi, dove la gente si ritrova dalle cinque del pomeriggio in avanti. Ricchi, poveri, perdigiorno e signore addobbate a festa si riversano nella rua Chile per incontrarsi, mettersi in mostra, chiacchierare, spettegolare e discutere. A volte anche litigare, anche se i Bahiani non sono certo persone rissose: anzi, sono molto più festaioli che litigiosi. Non per nulla Salvador è celebre in tutto il mondo per le sue feste.
chiesa bonfim salvador bahiaOgni terzo giovedì di gennaio, gli abitanti di Salvador celebrano una grande processione diretta alla Igreja de Bonfim (Chiesa di Bonfim) ed animata da canti liturgici in lingua latina ed inlingua africana yoruba, nonché da danze, musica emarcette. Giunta a destinazione, la folla si riversa nella chiesa e la ripulisce tutta in omaggio ad Oxala(o Nossa Senhor de Bonfim), massima divinità afro-brasiliana, nonché personificazione del cielo.
L’unica divinità del culto afro-brasiliano ad avere la pelle chiara è Yemanjá, dea del mare e regina delle acque. Non solo, negli ultimi tempi le numerose statue ed effigi che la rappresentano vengono addirittura riprodotte secondo i canoni di bellezza delle star delle telenovelas, con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Il culto di questa divinità raggiunge la sua massima espressione nella festa dell’8 febbraio, che ha luogo a Rio Vermelho, dove per un’intera settimana, in mezzo al rullare degli atabaques (percussioni simili alle congas, alte e da suonare con le mani), la folla accorre per portare doni alla dea-regina. Se la dea gradisce i doni offerti e li attira a sé sospingendoli attraverso il moto imprevedibile delle correnti, allora questo è segno di buon auspicio, meritevole di essere salutato con ulteriori danze di fronte al mare ricoperto di fiori.
Si afferma che a Salvador il mese più gioioso dell’anno sia giugno, in cui ricorrono la festa di sant’Antonio (il 13 del mese) e la festa di san Giovanni, una festa popolare che riecheggia le tradizioni rurali. Non solo quella di San Giovanni è la festa delle arance e del granoturco, ma è anche la festa di giovani sognatrici che a mezzanotte cercano di leggere in una bacinella d’acqua il volto del loro futuro marito.

Il territorio brasiliano


Il territorio brasiliano fu scoperto da Pedro Alvares Cabral, un navigatore portoghese, nell’aprile del 1500; il suo primo porto di approdo fu battezzato Porto Seguro, a sud di quella che oggi è Salvador De Bahia. Le terre da lui scoperte furono chiamate Isole di Vera Cruz, ed entrarono definitivamente a far parte dei possedimenti portoghesi del Nuovo Mondo grazie agli accordi siglati nel Trattato di Tordesillas, firmato il 7 giugno 1494 e ulteriormente migliorato dalla convenzione di Saragozza del 1529. 

martedì 25 febbraio 2014

Storia del Brasile


storia brasile
Il territorio brasiliano fu scoperto da Pedro Alvares Cabral, un navigatore portoghese, nell’aprile del 1500; il suo primo porto di approdo fu battezzato Porto Seguro, a sud di quella che oggi è Salvador De Bahia. Le terre da lui scoperte furono chiamate Isole di Vera Cruz, ed entrarono definitivamente a far parte dei possedimenti portoghesi del Nuovo Mondo grazie agli accordi siglati nel Trattato di Tordesillas, firmato il 7 giugno 1494 e ulteriormente migliorato dalla convenzione di Saragozza del 1529. 

Storia Brasile dal 1800 al 1960

storia brasile2
Il Brasile rimase sotto il controllo coloniale del Portogallo fino a quando l’imperatore Pedro I non salì al trono, nel 1822: le rivolte del popolo brasiliano si perpetuarono fino all’aprile del 1831, allorchè Pedro I abdicò forzatamente per cedere lo scettro a suo figlio Pedro II, un bambino di soli 5 anni. Pedro II divenne un uomo preparato e dalla grande perizia politica: favorì un periodo di intensa espansione economica, migliorando le infrastrutture ed istituendone delle nuove; l’aristocrazia terriera beneficiò particolarmente delle politiche imperiali, inaugurando nel 1860 la prolifera coltivazione intensiva delle piante di caffè. Pedro II fu anche promotore dei flussi migratori dall’Europa al Brasile.
Sebbene i principi che reggevano le riforme di Pedro II fossero visibilmente orientate al liberismo, i modi per renderli effettivi erano tutt’altro che pacifici e democratici. La frangia conservatrice del Paese riuscì ad allearsi con l’esercito per organizzare un colpo di stato: nel 1889 il dispotismo di Pedro II si concluse a favore della fondazione della repubblica. A favorire il rovesciamento del regime imperiale vi era inoltre la situazione storico politica del Paese, giacchè sia l’imperatore che le classi ai vertici dell’amministrazione reale avevano già avvertito lo smorzamento delle spinte monarchiche, dovuto anche alle correnti razionaliste diffuse in quel periodo. Il nuovo Brasile somigliava molto agli Stati Uniti per quanto riguardava l’impianto istituzionale, la matrice laica e l’elaborazione della costituzione.
La neonata repubblica non si scoraggiò davanti alle pressioni dell’esercito e della flotta, respingendo tutti gli attacchi; dal 1894, data di elezione del presidente Barros, fino al 1930 si avvicendarono nella più totale legittimità dodici diversi presidenti, che condussero il Paese verso una fiorente condizione economica, favorita dalla ingente esportazione di caffè e dall’arrivo crescente di immigrati provenienti per lo più dall’Italia, dal Portogallo e dalla Spagna.Già nel 1914 il Brasile si era imposto come lo Stato più importante di tutta l’America Latina, ma le cose cambiarono velocemente: la crisi economica del decennio successivo causò la contrazione dei mercati europei, che si chiusero al commercio estero; inoltre, il crollo vertiginoso del caucciù e del caffè e la profonda crisi del ’29 misero in ginocchio il Paese e i suoi organi di governo. Getúlio Vargas, il leader del partito liberale, istituì un governo transitorio di stampo dispotico che durò fino al colpo di stato militare del 1945; l’anno dopo, fu redatta una nuova costituzione dal sapore democratico e federalista. 

Guida alle città Brasiliane

citta brasiliane
Il Brasile, oltre le conosciutissime metropoli Rio de Janeiro e San Paolo e la capitale modernista Brasilia,ha moltissime città interessanti. Alcune sono un mix antico e moderno un po' surreale (dal punto di vista di un europeo) ma di assoluto fascino: grattacieli, ville da sogno, spiagge tra le più conosciute al mondo, edifici coloniali di mille colori ma anche favelas e zone prive di ogni tipo di dotazione minima per la vivibilità (fogne, acqua corrente, gas). Un viaggio attraverso i diversi scenari brasiliani è sicuramente molto stimolante per turisti da tutto il mondo che vogliono scoprire una varietà di culture e paesaggi molto ampia. Oltre alle città sopra citate, sono degne di nota: Belém,pricipale accesso all'Amazzonia e famosa per le sue feste religione e per i mercatini tradizionali; Fortaleza, con suo clima tropicale, un'ottima base per esplorare il nord est;Olinda, una piccola città coloniale di fianco alla metropoli di Recife, il cui carnevale non è da meno di quello di Rio, seppur con tradizioni molto diverse come musica, costumi, sfilate;Salvador, la prima capitale del Brasile, un miscuglio di cultura europea, africana e india. Anche qua il carnevale è veramente degno di nota: secondo come popolarità nel mondo solo a quello di Rio, risente maggiormente degli influssi religiosi provenienti dalla popolazione di origine africana, che nello stato di Bahia costituisce la larga maggioranza degli abitanti.

venerdì 21 febbraio 2014

Brasile - Luoghi principali

RIO DE JANEIRO

Nell’immaginario collettivo Rio de Janeiro è sinonimo di Samba e Carnevale ma Rio non è solo questo: è storia, è cultura, è passione. La passione per il calcio, che troviamo espressa ovunque, persino sulla rinomata spiaggia di Copacabana dove ogni giorno decine di ragazzini si esibiscono con i loro virtuosismi calcistici; l’amore per la cultura, a Rio possiamo trovare tantissime gallerie, centri culturali e sale da concerto; e la storia... raggiunta da esploratori portoghesi nel 1501 è stata la capitale della nazione fino al 1960 ed oggi è la seconda città del Brasile dopo San Paolo per importanza commerciale e culturale. E ancora: ampie spiagge di sabbia bianca, un mare di un azzurro intenso, magnifiche chiese coloniali e palazzi risalenti all’epoca dei portoghesi, un clima sempre mite e il calore della gente che qui vi farà sentire come a casa vostra.

IGUAÇU

Situate al confine tra il Brasile e l’Argentina, nell’omonimo Parco Nazionale, le cascate di Iguacu sono una vera meraviglia della natura. Nate 200mila anni fa dalla confluenza tra i fiumi Iguaçu e Paraná offrono oggi, viste dal lato brasiliano, un complesso di ben 275 salti d’acqua con altezze che arrivano sino a 70 metri e se si sceglie di raggiungere la Garganta do Diablo (Gola del Diavolo) si può godere di una vista decisamente spettacolare: gli imponenti salti d’acqua producono una perenne nebbia che permette la formazione di molteplici meravigliosi arcobaleni.

MANAUS

Il primo insediamento portoghese risale al 1669 ma solo nel 1856 divenne importante centro urbano ribattezzato Manaus in onore della tribù indios manaos che viveva nella zona.  Il Rio Negro e il Rio delle Amazzoni con la loro immensa portata d’acqua permettono alle navi di risalire il corso fluviale sino alla città rendendola un porto di grande importanza.
Oggi, sotto l’aspetto turistico, è prevalentemente punto di passaggio o di breve sosta per poi procedere verso quelle regioni dove è ancora possibile entrare in contatto con le meraviglie della foresta amazzonica. Del suo periodo più florido restano alcuni importanti vestigia tra le quali l’imponente Teatro Amazonas (Teatro dell’Opera) del 1896 che rappresenta l’inno più elevato all’opulenza di quel tempo.

AMAZZONIA

Il bacino delle Amazzoni occupa un territorio di oltre 6 milioni di kmq. dove si trovano un terzo delle foreste primarie della terra e ben 80.000 chilometri di corsi d’acqua navigabili. Un ettaro di foresta amazzonica può ospitare oltre 200 specie di alberi e su uno solo di essi possono trovare dimora oltre 72 specie diverse di formiche. Diversità e contrasti sensazionali: la foglia di una ninfea può avere il diametro di due metri mentre una scimmia può pesare solo 130 grammi e non essere più grande di uno spazzolino da denti. Piante e animali ancora sconosciuti si celano nella vegetazione, un mondo ancora tutto da scoprire ma soprattutto da proteggere.

BRASILIA

Giovane, spregiudicata e innovativa, questa è Brasilia. Costruita in pochi anni da tre illustri brasiliani: l’urbanista Lucio Costa, l’architetto Oscar Niemeyer ed il paesaggista Burle Marx, la capitale del Brasile venne inaugurata nel 1960, ed è un posto veramente unico, che stupisce anche il viaggiatore più esperto. Una meraviglia architettonica, così spettacolare da essere stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Oggi si presenta come una città ricca ed evoluta...un vero paradiso per gli amanti dell’architettura moderna.

OURO PRETO

Affascinante e romantica città è caratterizzata da stradine ripide e sconnesse che, impedendo quasi totalmente la circolazione alle auto, permettono al visitatore di camminare tranquillamente tra le strette viuzze e godersi i panorami che la circondano. Fondata nel 1698, Ouro Preto divenne il centro della corsa all’oro e all’argento nella più importante regione estrattiva del Brasile, quella del Minas Gerais. Divenuta nel 1980 Patrimonio Culturale dell’Umanità, l’antica capitale conserva ancora innumerevoli testimonianze di una glorioso passato come chiese, fontane e palazzi barocchi.

OLINDA

Su di una verde collina, da dove si gode di una stupenda vista sul mare, sorge questa cittadina coloniale. Fondata dai portoghesi nel 1535 e successivamente invasa dagli olandesi, che nel 1630 dopo averla data al fuoco l'hanno abbandonata, Olinda è riuscita a conservare molte belle vestigia del passato. Qui si respira l’armonia e l’equilibrio architettonico di chiese barocche, conventi, piccole cappelle, edificazioni, giardini e monumenti che donano alla città un fascino particolare. Olinda è considerata Patrimonio Culturale dell’Umanità.

PANTANAL

Situata al confine con la Bolivia ed il Paraguay, questa ampia pianura alluvionale è un paradiso ecologico di immensa importanza poiché ospita uno dei più ricchi ecosistemi esistenti al mondo. 230.000 Kmq di paludi e foreste, habitat di varie specie di mammiferi, rettili, pesci e uccelli, di cui molte, purtroppo, ormai in via di estinzione. Consigliamo di visitare la zona nel periodo che va da maggio a settembre, quando le piogge sono meno frequenti e di portare con voi abiti leggeri, con maniche lunghe, scarpe comode e chiuse, creme protettive e repellenti per gli insetti.

NATAL

Nell’estremo nord-est del Brasile si trova la città di Natal. Soprannominata, a ragione, “la città del sole” essa gode per tutto l’anno di un ottimo clima con rarissime piogge ed una temperatura media di 28 gradi. La caratterizzano ampie spiagge di sabbia bianca quasi deserte, onde ottime per praticare il surf, dune e alberi di cocco. Una località turistica perfetta per i soggiorni dedicati al relax.